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06 Agosto 2014

GiÓ attiva la centrale unica degli appalti promossa dall'Unione del Logudoro. Le acquisizioni di lavori, beni e servizi sono gestiti tramite il nuovo servizio associato che pu˛ garantire regolaritÓ, economicitÓ e snellimento nell'avvio delle opere pubbliche.

E’ già in attività la centrale unica degli appalti costituita dall’Unione dei Comuni del Logudoro. Da luglio l’acquisizione di lavori, beni e servizi dei comuni sono gestiti tramite il ricorso al soggetto associato di committenza. Per dare attuazione al servizio, si è provveduto ad incaricare il personale dell’ufficio che dovrà gestire le procedure di appalto ed è stato inoltre definito il conseguente accreditamento all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti gestito dalla Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici. Per il momento hanno approvato l’adesione formale i consigli comunali di Ozieri, Pattada, Nughedu S.N., Tula e Mores. “Crediamo sia stato importante avviare un servizio che è stato demandato alle Unioni dei Comuni- spiega Mario Deiosso, presidente dell'Unione dei Comuni e sindaco di Pattada - perché possa nascere un nuovo sistema degli appalti pubblici ispirato alla trasparenza, alla regolarità e all’economicità di gestione”. Il decreto sulla competitività dal Governo Renzi, n. 66 del 24 aprile, obbliga infatti tutti i comuni, esclusi solo i capoluoghi di Provincia,  ad affidare lavori, forniture e servizi tramite le Unioni dei Comuni. L’intento è quello di mettere un freno alla grande confusione normativa e organizzativa che regna in Italia sul sistema degli appalti, dove sono attive 30 mila stazioni appaltanti, un numero nettamente spropositato rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea. Sull’obbligo imposto dal decreto di attivazione dal primo luglio delle centrali appalti uniche, incombe comunque una possibile proroga conseguente all’accordo sottoscritto dal Governo con l’Anci, in sede di conferenza Stato-Città.  L’accordo nasce dalla presa d’atto che moltissime amministrazioni comunali non avevano ancora sottoscritto convenzioni per la gestione aggregata e quindi non potevano chiedere l’indispensabile Codice Identificativo di Gara (CIG) all’Autorità di vigilanza sui Contratti pubblici, confluita nell’Autorità Nazionale Anticorruzione. “Possiamo dire che noi siamo già in regola con la normativa in vigore – spiega Mario Deiosso – crediamo infatti che la centrale associata per gli appalti possa garantire ai nostri comuni un servizio professionalmente competente che può favorire maggiore celerità nell’avvio delle opere pubbliche, nel pieno rispetto delle norme”. Il modello attuativo del servizio prevede il coinvolgimento dei tecnici dei vari comuni che sono chiamati a valutare congiuntamente tutte le fasi del complesso iter dell’appalto. Saranno poi le singole amministrazioni a gestire l’esecuzione dei lavori.
 

 



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